Storie che fanno bene alla salute

di Maria Antonietta Labrozzi
(Farmacista dal 1984)

Studi scientifici hanno dimostrato che le buone notizie, i pensieri positivi, le belle storie, stimolano il sistema immunitario producendo effetti protettivi sulla salute.

E’ stato dimostrato insomma che le belle storie sono terapeutiche, migliorano la vita.

E’ capitato anche a me, in passato.

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E’ possibile sentirsi meglio dopo aver letto o ascoltato storie positive?

La scienza dice di sì e lo ha dimostrato attraverso studi ed esperimenti.

Ma prima di parlarti di queste ricerche, permettimi di raccontarti cosa successe quando mia madre si ammalò gravemente.

La diagnosi era senza speranza e non c’era che da attendere il momento del commiato.

Precipitai nell’angoscia.

Avevo lo stomaco chiuso, trascorrevo le giornate attanagliata da un’ansia continua, sospesa in una dimensione irreale.

Sentivo il cuore pulsarmi in gola, ogni squillo di telefono mi faceva scattare, ogni suo sospiro mi riempiva di terrore.

Cominciarono notti senza riposo e incubi di ogni genere.

Un velo nero mi scese davanti agli occhi e vedevo tutto negativo.
Accendevo la televisione e sentivo solo cattive notizie di morte e distruzioni.
Aprivo un giornale e c’era altrettanto.

Non potevo continuare a vivere così, anche perché avevo una famiglia, due bambini da accudire e un lavoro impegnativo che non mi permetteva il lusso di stare a pensare ai miei problemi, né la minima distrazione.
Dovevo dedicarmi ai bisogni degli altri.

Inconsciamente misi in atto dei meccanismi di difesa.
Cominciai a non guardare più la televisione né a leggere il giornale.
Appena mi era possibile uscivo a camminare.
Poi rovistai nella libreria e tirai fuori vecchi romanzi dimenticati: Le avventure di Tom Sawyer, Le avventure di Oliver Twist, Il Conte di Montecristo, che mi misi a rileggere la sera, quando l’oscurità mi riempiva di malinconia.

Erano tutti libri accomunati dallo stesso tema: una grande e lunga sofferenza che alla fine viene riscattata con la gioia della vittoria.

In quei mesi terribili, questa è stata la medicina che mi ha permesso di continuare a vivere, lavorare, amare, con la consapevolezza, ogni giorno più forte, che sarei riuscita a superare il dolore della perdita.

Attraverso il mio lavoro di farmacista, vengo a contatto quotidianamente con persone che mi raccontano le loro sofferenze e le loro vite ed è sempre una bella emozione accoglierle e utilizzarle come fonte di ispirazione per i miei racconti.

E’ risaputo da tempo che le cattive notizie fanno ammalare.
Sottopongono il sistema immunitario ad uno shock che abbatte la capacità di difesa e apre la strada ad ogni sorta di malattia.

Certamente anche tu conosci qualcuno che dopo un singolo episodio negativo, dal quale non ha saputo riprendersi, è poi entrato in un vortice di problemi che si sono succeduti in una nefasta sequenza, fino ad ammalarsi, in maniera a volte anche grave.

Sono ormai numerose le ricerche mediche che sottolineano la stretta connessione tra mente, emozioni e salute, ma solo di recente il complesso rapporto tra sistema immunitario e cervello è diventato oggetto di studio di una vera e propria disciplina:
la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI).

Come ti dicevo, nel corso di numerosi studi, è stato dimostrato in modo chiaro e inequivocabile che:

il cervello può influenzare
il sistema immunitario

e che quest’ultimo, a sua volta, può far sentire i suoi effetti sul cervello.

Tra le tante ricerche scientifiche, ti riporto quella di Richman, che ha esaminato le relazioni tra emozioni positive e salute.
Due emozioni positive sono state prese in esame, speranza e curiosità, in combinazione tre condizioni di malattia diagnosticate dal medico: ipertensione, diabete mellito e infezioni del tratto respiratorio.
I dati medici sono stati estratti per un periodo di 2 anni da 1.041 cartelle cliniche di uno studio medico multispecialistico, e le emozioni sono state valutate attraverso un questionario inviato a ciascun paziente.

Tra gli esiti presi in esame, i livelli più alti di speranza sono stati associati con una diminuita probabilità di avere o sviluppare una malattia.

Ciò significa che un’attitudine positiva nell’affrontare una determinata patologia potrebbe portare ad un miglior decorso della stessa o addirittura a limitarne l’insorgenza.

I risultati suggeriscono quindi che l’emozione positiva può svolgere un ruolo protettivo nello sviluppo della malattia.

L’equipe del ricercatore Graham-Engeland ha preso in esame 220 adulti, di età compresa fra i 25 e i 65 anni, e per due settimane è stato chiesto loro di tenere una sorta di diario delle emozioni che provavano durante ciascuna giornata. Contemporaneamente, sono stati raccolti dati riguardo la loro salute, il tipo di risposta del loro sistema immunitario ed eventuali indicatori di infiammazioni in atto.

Il risultato è stato che i volontari che provavano emozioni negative più volte in un giorno, per un periodo di tempo abbastanza esteso, presentavano anche indici di infiammazioni più elevati fra i valori del sangue.
Al contrario, chi esprimeva sentimenti positivi, anche se solo per un breve lasso di tempo, presentava un abbassamento degli indici di infiammazione.

Graham-engeland, J.E.; Sin, N.L.; Smyth, J.M.; Jones, D.R.; Knight, E.L.; Sliwinski, M.J.; Almeida, D.M.; Katz, M.J.; Lipton, R.B.; Engeland, C.G. Brain , Behavior , and Immunity Negative and positive a ff ect as predictors of in fl ammation : Timing matters. 2018, 74, 222–230.

Un altro studio tedesco afferma che le notizie cattive, quelle che abbattono il buonumore e la fiducia nella vita, possono portare alla malattia.

A volte addirittura succede che un paziente risenta degli effetti collaterali di un farmaco, non appena legge sul bugiardino i sintomi negativi ai quali potrebbe andare incontro.
E’ il cosiddetto effetto “nocebo”

Secondo uno studio dell’Università Johannes Gutenberg di Mainz lo stesso problema si può verificare anche quando i mezzi di informazione diffondono notizie allarmanti.

L’ansia e la tristezza prodotte da spiacevoli notizie ci rallentano nel lavoro, riducono la nostra energia, spengono la nostra voglia di fare.

Il problema è che siamo costantemente bombardati da brutte notizie.

Basta accendere la televisione per rendersene immediatamente conto.

Per fortuna, è proprio il caso di dirlo, la scienza ha dimostrato anche il contrario: le buone notizie, gli avvenimenti positivi intorno a noi, favoriscono sentimenti di fiducia che attivano il sistema immunitario e la nostra capacità di guarire.

Uno studio italiano di Sabatini ha valutato la relazione tra felicità e salute, attraverso dei questionari auto-valutativi somministrati ad un campione rappresentativo della popolazione della Provincia di Trento nel marzo 2011 [6].

Il possibile effetto della felicità sulla salute può funzionare attraverso due canali principali di trasmissione.

-Primo, felicità e atteggiamenti positivi nei confronti della vita impediscono al sistema nervoso autonomo di attivare reazioni fisiologiche che potrebbero portare a effetti dannosi sulla salute.

-Secondo, le persone felici possono essere più inclini a comportarsi in modo sano (ad esempio impegnandosi nello sport) ed evitare comportamenti non salutari come fumare, bere e mangiare troppo.

Sabatini, F. The relationship between happiness and health: Evidence from Italy. Soc. Sci. Med. 2014, 114, 178–187.

Il tutto può essere riassunto in una frase pubblicata nel 2008 sull’American Journal of Epidemiology in un articolo che concludeva così:
Le persone devono riconoscere le cose che le fanno sentire bene e coltivarle”

”Le persone devono riconoscere le cose che le fanno sentire bene e coltivarle”

Dunque la verità è che dobbiamo nutrirci di pensieri ed emozioni positive per stare bene, vivere sereni, stare in forma evitando il sovrappeso.

Proprio così, visto che lo stress fa ingrassare.

La rabbia, il desiderio di vendetta,l’ansia, la disperazione, ci mettono di cattivo umore.

Se alimentiamo costantemente il nostro cervello con notizie, trasmissioni e letture negative, aumentiamo i livelli di stress e di ansia e siamo maggiormente soggetti alla malattia.

Tutto questo sostanzialmente a causa di “perdita di fiducia”.

Quante volte anche a te è capitato di pensare: cosa siamo diventati? Dove siamo arrivati? Quante brutture ci sono in giro? Dove andremo a finire di questo passo?

Ecco perché le notizie positive, di cui nessuno parla, se ascoltate più spesso, ci potrebbero salvare dall’angoscia, mettere in moto processi cognitivi virtuosi ,rassicurarci, e permetterci di vivere meglio.

Pensa allora a quale beneficio può essere per una persona che attraversa un difficile momento di sofferenza, nel corpo o nello spirito, una bella scarica di belle storie vere che fanno bene alla salute.

Io stessa ho sperimentato questa condizione in alcune delle situazioni peggiori della mia vita, come ti ho già raccontato, andando a cercarmi cariche di positività dentro bei romanzi classici.

Belli sì, ma inventati.

Invece basta guardarsi intorno per scoprire che il mondo è pieno di gente bella che si impegna a superare i problemi, che cade e si rialza, che stringe i denti e va avanti e alla fine supera le avversità.

Persone normali come te e me, solo che nessuno mai ne parla.

 

Così ho avuto un moto di ribellione verso le notizie preoccupanti, sfavorevoli e ostili da cui siamo tempestati quotidianamente.

Ho cercato il modo di tenermi lontana da quelle persone che parlano solo di guai, te li rovesciano addosso e non ti chiedono mai tu come stai.

Ho pensato che nella vita sono accadute anche cose belle e incoraggianti, sia a me che a miei familiari e a persone che ho incontrato attraverso il mio lavoro di farmacista.

Testimonianze reali di chi, dopo tanti momenti bui e terribili ha trovato uno spiraglio di luce, uno sbocco, una via d’uscita.

Ho raccolto queste storie realmente accadute e ne ho realizzato una raccolta che si chiama

”Storie che fanno bene alla salute”

per fare in modo che chiunque possa trarne beneficio. Se anche tu vuoi guarire con le buone notizie o vuoi alleviare il dolore di una persona a te vicina che si vuole arrendere, questo è il libro giusto. Lo dice chi queste storie le ha già lette:


Giuliana Cingolani
Iniziare la giornata con le lacrime per la commozione mi fa sentire che c’e` ancora speranza per me, non sono inaridita come tante volte mi sento. Grazie. Buona giornata❤

Fernanda Perazzelli Bella storia , dovrebbero leggerla tutti i giovani 👍
Maria Ascenzia Sgrilli Questa bella storia la dovrebbero leggere in molti. In special modo i nostri giovani …

Marianna Mignelli Grazie dottoressa…e sempre un’ emozione leggere le sue storie …

Adele Di Donato Proprio vero…storie che fanno bene alla salute….❤️

Marisa D’Alfonso Un racconto cosí vivido che senti quasi il sudore di Filippo. Sei una narratrice meravigliosa. <3

Lucia Vanni È veramente carina questa storia .. stanotte dormirò pensando a Filippo e Cecilia… considerando che anche mio figlio si chiama così… sognerò che trovi anche lui la sua Cecilia 😊

Flavia Colangelo Antonietta hai scritto delle parole bellissime e riesci a far vivere negli altri emozioni forti ma sempre con una enorme positività

Tonia Travaglini Veramente toccante. Grazie per averlo condiviso. Alle volte si da tutto per scontato. Non si ci accorge del quotidiano fino a quando esso cambia. E da li bisogna rinascere.

Alessandra Medulli Dottoressa una sera in farmacia mi avete raccontato questa storia e li per li non capivo il perché…ora il significato è molto più chiaro… cercherò di farne tesoro e di mettere in pratica questo insegnamento!! Grazie

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”Storie che fanno bene alla salute”

della dottoressa Maria Antonietta Labrozzi

59 racconti nei quali viene sfiorato il fondo e poi si torna su
59 racconti di vita reale
59 racconti di persone come te
59 racconti di riscatto
59 racconti di fiducia
59 racconti di speranza
59 racconti che abbassano lo stress
59 racconti e 40 fotografie che fanno bene alla salute

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Anche a me è capitato qualche volta di comprare un libro e di non riuscire a leggerlo perché non era di mio gradimento e di essermi pentita dell’acquisto.

So che è una brutta sensazione pensare di aver buttato i propri soldi.

Una sensazione che non fa bene alla salute.

Così ho pensato di darti una garanzia totale.

Se il libro non è di tuo gradimento, hai 30 giorni di tempo per rimandarmelo indietro e riavere la somma che hai speso, fino all’ultimo centesimo.

Se invece il libro sarà di tuo gradimento, attendo con piacere una tua recensione.

Ti ringrazio e ti auguro di vivere con gioia.

Dottoressa Maria Antonietta Labrozzi

Se vuoi approfondire le ricerche scientifiche e saperne di più, ti riporto di seguito la bibliografia completa.

Bibliografia

1. Monjan, A.; Collector, M. Stress-induced modulation of the immune response. Science (80-. ). 1977, 196, 307–308.

2. Dockray, S.; Steptoe, A. Positive affect and psychobiological processes. Neurosci. Biobehav. Rev. 2010, 35, 69–75.

3. Wright, C.E.; Strike, P.C.; Brydon, L.; Steptoe, A. Acute inflammation and negative mood: Mediation by cytokine activation. Brain. Behav. Immun. 2005, 19, 345–350.

4. Segerstrom, S.C. Optimism and immunity: Do positive thoughts always lead to positive effects? Brain. Behav. Immun. 2005, 19, 195–200.

5. Barak, Y. The immune system and happiness. Autoimmun. Rev. 2006, 5, 523–527.

6. Sabatini, F. The relationship between happiness and health: Evidence from Italy. Soc. Sci. Med. 2014, 114, 178–187.

7. Valdimarsdottir, H.B.; Bovbjerg, D.H. Positive and negative mood: Association with natural killer cell activity. Psychol. Heal. 1997, 12, 319–327.

8. Lefcourt, H.M.; Davidson-Katz, K.; Kueneman, K. Humor and immune-system functioning. Humor 1990, 3, 305–322.

9. Graham-engeland, J.E.; Sin, N.L.; Smyth, J.M.; Jones, D.R.; Knight, E.L.; Sliwinski, M.J.; Almeida, D.M.; Katz, M.J.; Lipton, R.B.; Engeland, C.G. Brain , Behavior , and Immunity Negative and positive a ff ect as predictors of in fl ammation : Timing matters. 2018, 74, 222–230.